giovedì 24 gennaio 2013

...un giorno nuovo...

Stanotte sul mio cuscino bagnato di lacrime ho avuto modo di riflettere...non dico di tirare le somme, perché penso e spero di avere ancora esperienze da vivere..ma insomma ho analizzato l'ultimo anno...ci sono stati un sacco di cambiamenti: basta rileggersi un po' di vecchi post per vedere l'evoluzione...principalmente la mia vita è migliorata: ho trovato la persona giusta per essere accompagnata nel mio cammino e ne sono entusiasta, ho rapporti più distesi coi miei familiari, amici con cui condividere le nuove esperienze e, nonostante tutto, i miei studi proseguono...però sembra sempre che per ogni cosa bella che mi succeda, debba scontarla con qualche perdita...come una sorta di patrimoniale esagerata: più sei ricco, più paghi...io in effetti mi sento molto ricca...di conseguenza pago...il problema è che qui non si parla di milioni, ville, Porsche e pellicce, ma di persone...e il fio in questo caso risulta più pesante di qualsiasi tassa in senso monetario... sto perdendo alcune delle persone con cui sono cresciuta...e fa male...è come minare una casa dalle fondamenta...mi sento come un pastore Masai che si ritrova di colpo a New York: sto perdendo i punti di riferimento...o meglio mi sono trovata costretta a scegliere tra i nuovi e i vecchi, invece di limitarmi solamente ad aggiungere quelli nuovi...è come avere una bussola dove hai solo il Nord, ma gli altri punti cardinali non sono indicati... C'è chi dice, a ragione, che le cose veramente gravi nella vita siano altre...le malattie, le morti, il lastrico...lo so che è così...e so anche che sopravvivrò comunque...si sopravvive sempre e il tempo e le cose belle curano ogni ferita...ma per adesso fa male...è difficile lasciare le proprie radici, cambiare i propri orizzonti e non tornare mai più indietro...un addio e non un arrivederci, è questo che mi viene chiesto...si dice che ci sia una prima volta per tutto...questa è la mia prima volta...ce la devo fare...forse crescere vuol dire anche questo...del resto sono tutto fuor che sola...mi saranno rimasti anche pochi riferimenti, ma sono stabili e fissi come la stella polare...e quindi mi lancio in questa "nuova vita", non rinnegando niente del mio passato, ma neanche rimpiangendo quel che è stato...da oggi comincia la mia nuova esistenza...con meno legami, ma forse per questo anche più leggera...del resto per viaggiare comodi è meglio non portarsi dietro troppe cose...il futuro è ancora tutto da vivere...

giovedì 17 gennaio 2013

...basta un giorno così...

Quando si raggiunge un obiettivo che si inseguiva da tempo si prova una sensazione particolare, un misto di incredulità, gioia e sollievo...ti senti il re del mondo e ti sembra che tutto sia possibile...mi sento così oggi..anche se mi son svegliata troppo presto e ho fatto tutto di corsa...ma ho raggiunto un obiettivo importante...e ne sono contenta...Posso mettere una spunta in più sulla lista "des trucs à faire"! Del resto negli ultimi 10 mesi ne ho conseguite di vittorie personali...e non so se c'ha ragione Paolo Fox, a dire che il 2013 sarà un anno intenso e complicato, ma è iniziato davvero bene...in linea col suo predecessore 2012... Oggi, dopo un periodo un po' teso, me ne sono resa conto...inoltre splendeva un bel sole, che riscaldava un minimo l'aria gelida e pungente...in macchina è passata una vecchia canzone degli 883 e mentre Max Pezzali cantava "Basta un giorno così a cancellare centoventi giorni stronzi..." sentivo che era così anche per me...che certe piccole cose, come guardare 6 episodi di un telefilm in una sola sera con una persona speciale, passare con un dignitoso 20 l'esame di Matematica, la radio che passa la canzone più adatta al tuo umore, il sole che illumina tutto con la sua luce calda e rende "guardabile" anche la squallida periferia di Firenze nord, ti ripagano di tutte quelle giornate storte che hai passato... E vorrei essere ogni giorno consapevole di questo piccolo tesoro quotidiano che possiedo, perché mi dà forza nell'affrontare i miei troubles, veri o paranoieggianti che siano... Oggi mi sento ottimista come Tonino Guerra, saltellante come Cappuccetto Rosso, determinata come Alice... oggi sono pronta a realizzare tutti i miei sogni senza paure...il "Quaderno delle Avventure" è ancora tutto da scrivere...come inizio, per ora, non c'è male...

domenica 13 gennaio 2013

...lonelyness...

Entrando su Facebook stasera ho trovato post di mie amiche che parlavano di solitudine...ho pensato che è strano, visto che è stato anche un argomento di cui ho discusso molto negli ultimi giorni...la Solitudine non è tanto un dato di fatto quanto piuttosto uno stato mentale...ne so qualcosa: per anni mi son sentita sola, anche in mezzo alle folle, anzi, soprattutto in mezzo alle folle...non c'è sensazione più brutta di camminare per una città piena di gente e sentirsi soli, ritrovarsi in mezzo a un gruppo di persone che parlano e sentirsi completamente fuoriluogo, spaesati, estranei...è un disagio che conosco da tempo immemore e che (se è un bene o un male lo capirò alla fine del mio viaggio) mi ha portato a comunicare meglio usando la scrittura, piuttosto che la voce...chi mi conosce sa che sono logorroica, ma son più efficace quando scrivo, c'è poco da fare! Il mio primo diario risale al 1996...in poche parole: già ero sola quando avevo appena imparato a scrivere frasi di senso compiuto...è triste? forse sì, forse no...in qualche modo ognuno, essendo un individuo a sé rispetto agli altri, è solo anche se vive in comunità...nel nostro percorso di vita siamo più o meno costretti a incrociare il percorso di qualcun'altro, per un periodo breve o per la vita, per necessità o per amore, per caso o per scelta...questo non fa per forza di noi persone meno sole...se ti senti solo, finisci per esserlo...da bambina ero sola perché in qualche modo obbligata ad essere diversa dagli altri...quando ero adolescente mi sentivo sola, ma forse ero più solitaria, anche se non lo sembravo...da "grande" la mia solitudine si è evoluta con me, diventando una solitudine IDEOLOGICA...qualsiasi passione avessi, qualsiasi genere musicale, letterario, cinematografico non mi coinvolgeva come faceva con i suoi "aficcionados"...o meglio: mi coinvolgeva, ma mai mi convinceva del tutto...per non parlare della politica e della visione del mondo: impossibile trovare una persona che la pensasse come me in toto...mi son sempre ritrovata in mezzo alle mischie, alle risse...a volte mi sono detta che il mio essere "ALIena" da tutto era un problema mio: sono una rompiscatole a priori e trovo il difetto in ogni cosa...ero praticamente rassegnata alla mia solitudine, finché non ho incontrato una persona come me...cioè: non proprio identica, anzi, ma condividiamo la stessa "alienazione" dal resto del mondo...due caratteri entranti, guidati da passioni e ideali forti, uniti a una discreta dose di onestà intellettuale, che si trovano a dover scontrarsi con la dura realtà...non siamo fino in fondo parte di nessun gruppo, siamo gli ultimi dei Mohicani, Cani Sciolti, borderlines, estremisti (nel senso che stanno ai margini dei gruppi), appunto ALIeni...non adeguabili alla massa, non riconducibili ad un'etichetta, non inscatolabili in una definizione, o per lo meno non in una sola...siamo destinati a esser disprezzati e scansati nel peggiore dei casi, ad esser ritenuti dei simpatici "freaks of nature" nel migliore...forse è per questo che ci troviamo così bene insieme, perché quando ci guardiamo negli occhi abbiamo la sensazione di parlare con un nostro simile (finalmente!), ci sentiamo "a casa"...un po' come fa Proust assaggiando la Madelaine dopo tanti anni, così noi ritroviamo l'una nell'altro e viceversa, quei tratti salienti della nostra personalità, quell'odore familiare, quella triste e malinconica forza dei sopravvissuti, dei reduci...e finalmente ci sentiamo un po' meno soli, anche se rispetto al resto dell'umanità lo siamo ancora...il nostro tipo di esistenza non è dei più facili...a volte è talmente frustrante da fare male anche fisicamente, ma col tempo ho imparato ad accettarlo...insomma niente è perfetto: quindi se trovo dei difetti in una cosa è perché ce li ha...e non c'è niente che mi possa impedire di notarli...sarà presunzione: ma per me questo è aver senso critico ed intelligenza, non essere dei semplici rompicoglioni! Detto questo...non so se troverò mai altri come me, o se col tempo, mi adeguerò al format che guadagna più share, quello di prendere un'idea a scatola chiusa, preconfezionata, precotta e, a volte, anche già sbocconcellata, e farla propria...non so se un giorno mi accontenterò degli avanzi delle idee degli altri o se finirò a far la barbona nel sottopassaggio della stazione proprio a causa della mia "non-uguaglianza" rispetto al resto del mondo...so che per ora, sempre nella mia enorme presunzione, mi sembra di aver ragione...e quello che più supporta la mia teoria al momento è che non sono l'unica persona al mondo a pensarla così e che, in fondo, non sono sola per niente!

giovedì 27 dicembre 2012

...Familia...


Mi fa quasi strano trovarmi a parlare di quest'argomento... "Famiglia" è una parola di cui in molti si riempiono la bocca, soprattutto in tempi di campagna elettorale... Si parla di unità, di tradizioni, di convenzioni, ma io non voglio usare questo termine con un falso moralismo che non mi appartiene... Non credo nell'amore familiare come obbligo, come dovere, non credo che sia il "sangue" a unire le persone, ma il rapporto che hanno fra di loro...non credo nella famiglia "tradizionale", formata da una coppia di sesso diverso e dai loro figli. Ho sempre sostenuto che dovremo basarci sul concetto "economico" di famiglia...ogni comunità è famiglia per l'economia, dai conventi di monache, al gruppo di studenti fuori sede...
Credo anche, però, che la famiglia sia il fondamento della società, perché E' una società in piccolo. In Italia, al di là dei cliché stupidi, è grazie alle famiglie che le persone riescono a sopravvivere: le nostre famiglie, quelle col lavoro stabile e sicuro che oggi va così poco di moda, hanno permesso alle giovani generazioni di studiare, vivere in maniera discretamente agiata, avere il tempo per trovare un lavoro e l'indipendenza. E questo perché a loro volta le loro famiglie di origine, quelle della vecchia generazione, ora in pensione, hanno allevato nipoti, dato aiuto e sostegno morale ed economico, perché hanno sempre risparmiato.
Dopo l'analisi economico-sociale, anche dal punto di vista emotivo, affettivo, evolutivo dell'individuo la famiglia ha un ruolo fondamentale: è la base, è dove ti formi, dove cresci, dove, teoricamente, impari la differenza tra giusto e sbagliato...
Chi più chi meno ci lamentiamo tutti delle nostre famiglie, dato che non ne esistono di perfette e non ce le scegliamo: la convivenza è sempre difficile, soprattutto in certi momenti della vita. Io sono la prima a lamentarmi, come tutti i "bravi" figli che affrontano lo scontro fra generazioni, ma sono contenta di essere cresciuta nella mia famiglia: non sono, appunto, perfetti, anzi, ma mi hanno insegnato quello che ritengo la base della vita in comunità: il rispetto. Mi hanno dato assoluta libertà di scelta in campo di opinioni, religione, amici; mi hanno insegnato il valore della cultura e del lavoro, quello del denaro e quello dei rapporti umani...
La mia è una famiglia di quelle "tradizionali", grande, tipo clan: ci ritroviamo tutti solo per gli eventi tragici (funerali) o felici (matrimoni). Ma quelli con cui veramente sento di avere affinità sono i parenti più stretti: devo molto a cugini e zii, ai miei genitori, ovviamente, a mia sorella e ai miei nonni. Sono loro che mi hanno cresciuta, anche viziandomi alle volte, come tutti i nonni fanno con i nipoti: non vado a trovare mia nonna una volta a settimana per dovere, o mera riconoscenza, ci vado perché è stata una seconda madre...
Mio nonno mi ha insegnato che la vita è sacrificio, è lotta, ma che è meravigliosa... La sua è stata abbastanza lunga e PIENA: aveva vissuto una guerra e la miseria, ma avrebbe rifatto tutto... Era una di quelle persone soddisfatte della propria esistenza e vorrei arrivare a 80 anni come ci è arrivato lui: sorridente, brillante, duro a mollare fino all'ultimo istante...
Quest'anno ho aggiunto un concetto nuovo a quello che avevo già di famiglia: è più o meno quello che impara anche Stitch... OHANA: "vuol dire che nessuno viene abbandonato o dimenticato..." E' con questo spirito che da un po' di tempo a questa parte mi sento parte anche di una nuova famiglia, quella che ho deciso di costruire, quella che, finalmente, mi sono scelta... E mi piace pensare che un giorno i miei figli possano essere fieri dei loro genitori, e dei loro nonni, come io lo sono dei miei, perché è importante avere un "luogo" anche non fisico, dove tornare e sentirsi "a casa", al sicuro... Io ce ne ho due, uno vecchio, quello da cui vengo, e uno nuovo, quello verso cui vado...tutti dovrebbero averne almeno uno...

...jingle bells...

Scrivere un post, tra l'altro POSTicipato, sul Natale è banale...e sembra anche un po' in stile "Pensierino" di prima elementare, tipo "Cos'è per te il Natale?", ne sono consapevole...però per me questo Natale è stato diverso, atipico, ma speciale...ma partiamo dal principio.. Cos'è il Natale? Beh il compleanno più festeggiato al mondo! Si festeggia la nascita di Gesù di Nazareth, che per i Cristiani è l'incarnazione di Dio sulla terra...non sono credente, ma festeggiare il suo compleanno mi piace, fa parte della mia cultura e fa parte di me! però per me il Natale non è prettamente solo questo...

Natale è tornare a casa ed accendere l'albero
Natale è l'odore di caldarroste per le vie del centro
Natale è la ressa che affolla i negozi
Natale sono i film di Natale sempre uguali da 20 anni,ma che tutti riguardano
Natale è scartare i regali con emozione
Natale è fare il pranzo in famiglia
Natale è mandare a rotoli mesi di dieta
Natale è prendere il tè alle 5 davanti a un gioco da tavolo dove vinco
Natale è ridere alle espressioni strane di mia nonna o a quelle dialettali di mia zia
Natale è giocare a carte e prendere in giro mia sorella che non ci capisce nulla ma vince
Natale è scoprire che vecchi amici si ricordano di te e ti fanno gli auguri

Questo è stato sempre il mio Natale...da quest'anno si sono aggiunte altre cose...

Natale è sapere che tutti i regali sono importanti, ma uno più di tutti gli altri!
Natale è cominciare a credere che un mondo migliore sia possibile
Natale è fare i magheggi per passare almeno un quarto d'ora del 25 dicembre insieme alla persona che ami
Natale è scoprire che litigare fa male, ma fare pace fa meglio
Natale è sapere che anche se tutto va male, c'è sempre la persona giusta che ti sta accanto
Natale è stare su un divano a guardare un film e fingere che il mondo fuori non esista
Natale è essere sicuri che il mondo il 21 Dicembre non sarebbe finito, perché il tuo "mondo" è infinito
Natale è ritrovarsi con una nuova OHANA e sperare che non ti abbandoni mai
Natale è scrivere sdolcinati post POSTicipati di Natale
Natale è pensare che per te il Natale è tutti i giorni, perché sei la persona più fortunata sulla faccia della terra


venerdì 21 dicembre 2012

...non è un post serio...

Sto arrivando al limite...mi sa che esplodo prima io della Terra stasera...sono stufa...la gente mi ha stancato...la meschinità delle persone mi sconvolge: sono talmente piccine, talmente ridicole...la cosa peggiore è che ti coinvolgono nelle loro vicende a cui difficilmente riesci a sfuggire...come il Nulla con Fantasia, si mangiano pezzo a pezzo il tuo mondo...insozzano con le loro bieche e contorte menti anche la più pura delle cose...e io cosa posso fare? come combatterle? si dice che l'indifferenza abbia più potere dell'odio...vero...e io ho sempre applicato con successo tale tattica..ma se vengono coinvolte anche persone a te care, puoi fregartene? NO, non puoi...o almeno io non posso...non posso dire "va beh...pace!"...non me ne son mai fregata di niente e, onestamente, odio chi lo fa (Gramsci, docet)...figuriamoci se posso far finta di nulla quando si tratta dei miei affetti...non ce la faccio e ci sto male...non voglio esser tirata da una parte o dall'altra, non voglio risse, non voglio battibecchi...solo dialogo puro e semplice, calmo, costruttivo, maturo...ma non te lo permettono...sanno che su quel piano perderebbero e allora giocano sporco...frecciatine, battutine, infamate alle spalle, sotterfugi...mi sento migliore di queste persone, so di essere nel giusto e non voglio scadere al loro livello...ma come posso difendermi dai loro attacchi? Soffro da morire...mi sento come una bagnarola in balia dei 7mari, un cieco in un bosco infestato, Ranma in mezzo a uno stuolo di felini...come fare ad uscirne interi? cerco di contare su chi ritengo ancora affidabile, sincero e lucido...su chi mi offre ancora aiuto e fiducia senza chiedere niente in cambio...spero di aggrapparmi alla mano giusta...di non finire come Mufasa, che si è fidato di Scar...sono sul burrone, ma non voglio precipitare...ho troppe battaglie ancora da combattere...

domenica 2 dicembre 2012

...Sanità Pubblica...

Ho sentito che ultimamente il Presidente del Consiglio Monti ha definito il nostro Sistema Sanitario Nazionale  (SSN) "non sostenibile"...beh, sembra un po' una presa per i fondelli, visto che negli ultimi tempi non sono stati fatti altro che tagli alla sanità pubblica. E' bene ricordarsi che il Sistema Sanitario così come lo conosciamo oggi è stato istituito nel 1978 ed è entrato in vigore nel 1980, andando a sostituire quello basato sulle cosiddette "casse mutue". Le sue strutture furono organizzate sul modello del National Health Service inglese, che, prima che le politiche Tatcher lo smantellassero, era il migliore di Europa. Come tutti sappiamo da giornali e telegiornali, esistono in tale sistema diverse lacune ed i cosiddetti episodi di "malasanità", accompagnati da ruberie varie, buchi finanziari nelle ASL, grosse differenze tra regione e regione, ecc, in perfetto stile italiano. Il problema è che questi episodi tendono a far più notizia dei milioni di casi "a lieto fine": oltre alle numerose eccellenze, infatti, ci dimentichiamo sempre di quando il nostro SSN funziona perfettamente, forse perché lo diamo per scontato. Tendiamo quindi a lamentarci, sempre in perfetto stile italiano, senza notare e cercar di pubblicizzare il buono che c'è in tale sistema. Ma al di là del funzionamento o meno di tale servizio pubblico, la notizia vera è che pare che dovremmo proprio smetterla di darlo per scontato: la tendenza generale del governo pare sia la progressiva distruzione di tutto ciò. Ingenti tagli affliggono i policlinici delle grandi città e i piccoli ospedali tendono ad essere accorpati, fornendo un servizio sempre più discontinuo sul territorio. E si moltiplicano i problemi, tra i quali sovraffollamento, ticket più alti e carenze di personale medico e infermieristico sono solo i più evidenti. E certamente se il servizio pubblico si presenta deficitario, l'utente si vede costretto a deviare sul servizio privato, che però costa di più. Ed eccoci al punto della questione: la sanità sta diventando (o meglio sta tornando ad essere) una questione di portafoglio. In poche parole chi si può permettere di pagarsi le cure, si curerà, chi non avrà abbastanza soldi per farlo, rinuncerà. Se questa è la tendenza del nostro Paese, beh: evidentemente chi ci governa non pecca di intelligenza. Al di là della questione morale e legale (per una questione di umanità e anche per la nostra Costituzione, tutti i cittadini dovrebbero aver diritto all'assistenza sanitaria pubblica e gratuita), c'è una mera questione di logica: in un'Italia dove si curano solo i ricchi, sarà presto inutile che essi si curino. Infatti se i poveri rinunceranno a curarsi ci saranno più malati, che potranno diffondere le loro malattie anche tra i ricchi. Inoltre i poveri, essendo tali, sono quelli che devono lavorare per vivere, ma se si ammalano e non si curano, non potranno lavorare. Ecco che quindi il costo sociale di un servizio sanitario privato sarà molto più alto di quello di uno pubblico. E quindi forse si dovrebbe cercar di rendere più efficiente il nostro SSN, eliminare gli sprechi, controllare i conti dei consigli di amministrazione, punire chi compie reati, indire concorsi pubblici per medici e infermieri, fornire corsi di aggiornamento per chi lavora nell'ambito della salute, finanziare la ricerca in campo medico...tutte misure per cui servono soldi e non tagli. A mio parere anche, e soprattutto, in un momento di crisi, si può risparmiare su molte cose, ma non sulla sanità pubblica, perché "la salute" dovrebbe essere un “fondamentale diritto dell’individuo” e un “interesse della collettività” (art 32, Cost.).

martedì 27 novembre 2012

...Res Publica...


Ieri passavo in bus da Piazza Bambine e Bambini di Beslan, davanti alla Fortezza per intendersi...e noto che la recente "scultura", o installazione pseudo-artistica, è stata danneggiata... Per chi non conoscesse tale oggetto era costituita da una serie di pannelli di compensato colorati che, visti dal davanti, formavano la scritta "Don't Drive" e, di profilo, formavano l'immagine di una bottiglia...Ovviamente era un modo "simpatico" per trasmettere il messaggio "se bevi, non guidare...". Bene, premesso che tale "opera" era molto lontano dal mio concetto d'arte, vederla rovinata mi ha fatto, non solo tristezza, ma anche molta rabbia...la stessa che ho provato quando hanno rovinato l'altra installazione della stessa piazza, dedicata al "Genio Fiorentino"... Questo mi ha portato a riflettere su un tema più grande: il rispetto per la “cosa pubblica”, che in Italia è pressoché assente. L’evoluzione, o per meglio dire, l’involuzione, del nostro Paese ci ha portato a considerare ciò che è Pubblico, non “di tutti”, ma piuttosto “di nessuno”…da quest’idea nasce la giustificazione a buttare le cartacce per terra, a spaccare panchine e arredi urbani, a intasare di carta igienica i bagni della scuola o dell’ufficio. Tutto questo senza pensare che ogni danno si paga e non va a influire sulle tasche di chi l’ha effettuato, ma su quelle dell’intera comunità. Da bravi Italiani, ci lamentiamo spesso che i Pubblici Servizi non funzionano correttamente, che ci vogliono mesi per una TAC, che i libri di scuola costano troppo, che l’autobus è sempre in ritardo, che le nostre città sono sporche, ma siamo i primi a non rispettare ciò che abbiamo, ciò che con le nostre tasse ci viene fornito. Senza addentrarci in cosa e come il nostro Stato dovrebbe investire al meglio i soldi pubblici, focalizziamo l’attenzione sul fatto che la nostra popolazione manca prima di tutto di rispetto, nei confronti degli altri e delle cose altrui, ma, di fatto, anche nei confronti di se stessa e delle proprie cose. Non credo che la maggior parte degli italiani in casa propria butti l’immondizia per terra, o intasi il water, o insegni ai propri figli a farlo. Però usciti dalle loro abitazioni si vedono bambini che rovesciano scaffali interi nei supermercati, ragazzini che sputano per terra, adulti che gettano sul marciapiede l’incarto del pacchetto di sigarette. Perché? Perché non c’è coscienza della “cosa pubblica”, non c’è coscienza del fatto che gli altri, siamo noi, che il danno fatto alla comunità è un danno fatto a noi stessi, non c’è “senso dello Stato”. Lo Stato è, infatti, diventato, non l’espressione diretta del nostro modo di essere Popolo, ma un Ente più o meno astratto a cui abbiamo delegato le decisioni comuni, per liberarci dalle responsabilità che esse comportano,  mantenendo però la pretesa di lamentarci quando queste interferiscono coi nostri “piani”: abbiamo rinunciato alla partecipazione attiva, facciamo decidere gli altri al posto nostro, ma pretenderemmo che decidessero nel modo migliore, o per lo meno come piace a noi. In poche parole ci occupiamo della “cosa pubblica” solo quando ci riguarda da vicino, ma già ce ne disinteressiamo quando riguarda il nostro prossimo, senza pensare che anche ognuno di noi è “prossimo” a qualcun’altro.
Come poter arginare tutto questo e invertire il processo? Beh come per tutte le cose dipende dall’educazione, da quella della famiglia, ma soprattutto da quella della scuola. La scuola (Pubblica appunto) è, o dovrebbe essere, il principale mezzo di diffusione dell’educazione, ad ogni livello della crescita dell’individuo. Oltre a creare persone “colte”, dovrebbe formare dei Cittadini consapevoli, per evitare che il bambino che spacca i giochini del parco pubblico diventi il diciottenne che svuota il posacenere dell’auto quando è fermo al semaforo, l’universitario che ancora riga i banchi delle sale lettura, l’adulto che evade le tasse.
Vorrei precisare che tutto questo discorso è esente da qualsiasi moralismo di sorta, è solo una questione di logica: se vogliamo vivere in un ambiente “bello” e pulito, non ci conviene sporcarlo e distruggerlo. Inoltre, per ritornare al tema dell’educazione, c’è da dire che una persona che nasce e cresce in un quartiere come titolerebbe La Nazione “degradato”, dove chi l’ha preceduta ha provveduto a sporcare e distruggere, non verrà su certo ben disposta nei confronti del mondo. A volte, come diceva Pertini, c’è bisogno di esempi: mi ricordo che durante una gita in Germania i miei compagni fumatori si ponevano il problema di gettare la cicca a terra. In Italia l’avrebbero gettata senza nemmeno pensarci, magari ancora accesa, ma lì, vedendo quelle strade tirate a lucido, quasi gli dispiaceva. Siamo abituati a non eccellere, a seguire la massa “tanto non cambierà mai niente, tanto lo fanno tutti, perché dovrei essere io il solo a rispettare le regole?” e ci adeguiamo, ci accontentiamo, ad essere meno degli altri. Eppure non avremmo niente da invidiare agli altri paesi, anzi, basterebbe un minimo crederci…imparare a rispettare e a rispettarci, educare i nostri figli al bello e al senso civico. In fondo è proprio in Italia, con la Repubblica (che non a caso si traduce letteralmente con “cosa pubblica”) degli antichi romani, che è nato lo Stato così come lo intendiamo oggi: è un’occasione in più per ricordarci da dove veniamo e decidere dove vogliamo andare, senza, per questo, sfociare in inutili e stupidi nazionalismi, cosa purtroppo già accaduta in un passato abbastanza recente, che spesso in molti tendono a dimenticare (nel migliore dei casi) o a esaltare (nel peggiore).

giovedì 22 novembre 2012

...De (La)Repubblica...

Ogni giorno quando entro su internet apro la posta, facebook e leggo i quotidiani online...principalmente La Repubblica e L'Unità tra quelli italiani, El País, Le Monde e The Independent per quelli stranieri. Ultimamente è proprio quello che ho sempre considerato il mio quotidiano "preferito" e affidabile che mi delude... La Repubblica, infatti, sta perdendo in qualità, spessore e serietà, soprattutto per quanto riguarda la testata online. Leggendo le pagine di cronaca nazionale si nota una faziosità evidente, alle volte sguaiata e trita, che nulla ha veramente a che fare con la linea politica del quotidiano, notamente simpatizzante a sinistra, la sinistra "bene", la sinistra borghese e colta (se così la si può chiamare), s'intende...E' ovvio che se io leggo un giornale non schierato apertamente, o comunque non organo di partito, mi aspetto onestà nell'affermare le idee del direttore e dei giornalisti, ma anche obiettività...va bene l'editoriale, va bene criticare un certo "sistema" politico ed economico che anch'io critico, ma la faziosità, oltre ad esser fastidiosa, risulta anche controproducente per la reputazione stessa del quotidiano. Non la approvo e non la giustifico, ma me l'aspetto da un giornale come Il Fatto Quotidiano, che per lo meno esprime certe idee (sbagliate, criticabili, faziose appunto, o incomplete) con i soldi stessi di chi lo scrive e di chi lo pubblica...ovvero è un giornale autofinanziato, autoprodotto e autopubblicato, senza oneri per lo Stato. Invece La Repubblica prende, come la maggior parte dei quotidiani, grossi finanziamenti pubblici, non dipendenti tanto dalle vendite effettive, quanto dalla tiratura (in poche parole dal numero di copie stampate). Per questo motivo è ancora più importante che le notizie di cui scrive vengano trattate in maniera obiettiva e "professionale".
C'è poi un aspetto a mio parere forse peggiore: la maggior parte degli articoli a carattere "di nicchia", ovvero arte, scienza, letteratura, la Cultura, insomma, sono trattati con pressapochismo e approssimazione. Ricordo articoli dove il giornalista di turno parlava di fantomatiche Facoltà di Fisica (senza sapere che Fisica, almeno per la Legge ancora in corso, è un Corso di Laurea all'interno della Facoltà di Scienze MM FF NN), oppure confondeva elettroni con protoni, Rettori con Presidenti e così via...fino ad arrivare agli ultimi strafalcioni in tema di fumetti: "Neil Gaiman è il papà di Batman" (ricordo che Neil Gaiman è nato nel 1960 e Batman è stato inventato negli anni '30 del '900) e Flash e Wonder Woman che fanno parte della creatività Marvel e non di quella della DC Comics. Da profana di fumetti questo potrebbe non interessarmi, forse, e invece mi indigna ancora di più, perché io leggo i giornali per informarmi, ma se il giornale mi dà una notizia imprecisa, inesatta, impropria, che Informazione è? Quando poi leggo che lo stesso Gaiman canzonava i giornali italiani per questa castroneria, ho perso proprio le staffe...Trovo tutto questo molto triste: ormai la tendenza della stampa, anche nelle grandi testate, è quella di abbassare la qualità adattandosi al livello (basso) generale delle masse...Nella mia idea di Informazione è l'esatto contrario di quello che dovrebbe accadere: i media tutti dovrebbero fornire un accesso rapido a un' informazione di alto livello, proprio perché la massa possa alzare il proprio, di livello...ovviamente ogni argomento dovrebbe essere trattato in maniera chiara e semplice, adatta a ogni tipo di pubblico, ma senza inesattezze...questo non solo per correttezza nei confronti di chi legge, ascolta o guarda, ma anche per rispetto nei confronti dell'argomento trattato e dei giornalisti stessi, che accettano di lavorare con poca serietà e poca professionalità, pur di guadagnare qualcosa. Ne va della dignità del pubblico, dei lavoratori stessi dell'editoria e, a mio parere, anche di quella di un Paese. Uno Stato che tende ad abbassare il livello culturale generale, non correggendo, o, nei casi peggiori, incoraggiando il pressappochismo e la mal'informazione, non si può considerare "avanzato"...L'informazione pubblica, come la scuola pubblica e i centri del sapere in generale, dovrebbero essere alla base della struttura di un Paese...e lo sarebbero, secondo la nostra Costituzione... Invece no: si privatizza la scuola, si tagliano i fondi alla Ricerca, si lascia crollare Pompei, si abbassa il livello dei media su un basso profilo...questo quasi nel silenzio generale...non si capisce cosa stia aspettando il lettore medio de La Repubblica per indignarsi...forse che scrivano che Jovetic gioca nella Juve...gli errori negli articoli sportivi forse susciterebbero più scandalo, di quelli negli articoli a carattere scientifico o culturale! A me già il fatto che abbiano letteralmente "censurato" il post di Odifreddi, che criticava la politica israeliana mi dà da pensare...Perché a questo punto credo che tale tipo di Informazione, approssimativa o errata, non sia solo mancanza di serietà o negligenza da parte degli editori...no: tutto questo è voluto, perché è noto che "un popolo che SA, che CONOSCE, c'è il rischio che PENSI anche "( cit. FB ore 14.20 circa) e questo non è più troppo "di moda"...ammesso e non concesso che lo sia mai stato...

domenica 4 novembre 2012

...amor vincit omnia...

È dura...James Morrison (James, non Jim!) aveva ragione: "love is hard"! e anche tanto...ma come si fa? Discussioni, tensione, pianti a dirotto, mal di testa e di stomaco...a volte sembra che il cuore ti venga preso strizzato, calpestato, buttato sotto un tram, fatto a fettine sottili, ripartito in coriandoli...e poi si sta male fisicamente...è normale? sì..tutto normale...pare che ci tocchi..almeno se si ama veramente...perché quando ami, follemente, con passione, senza limiti, è così...patisci come un cane!! e c'è poco da fare...la cosa bella è che poi, a strazio finito, ti rendi conto che ne è valsa la pena...perché l'amore ti dà anche tanti momenti splendidi...e sì, è vero: ti rimane una ferita...resta un dolore sordo nel profondo...e un po' ci vuole a far rimarginare il tutto; ma se l'amore è di quello vero, forte, indomabile, coinvolgente, sarà esso stesso a cauterizzare il tuo cuore malandato...e più avanti sorriderai della fonte di tanto dolore...è faticoso, certo...è come la guerra, ti senti un po' Sisifo, a spingere un masso che tende inesorabilmente a scivolare giù...ma al contrario del povero ragazzo, il tuo masso ci arriva sulla cima...devi solo star attenta che non ricada...ci vuole un'attenzione costante, come quando devi mantenere vivo il fuoco durante una tormenta di neve: è estenuante, ma sai che devi resistere a soffiare e attizzare la fiamma, perché è l'unico modo di sopravvivere...
come il Piccolo Principe con la sua Rosa, l'amore è una cosa di cui ti devi prender cura ogni giorno, se hai intenzione di farlo durare...come ogni fonte di felicità, come gli ecosistemi, come la vita stessa, ha un equilibrio delicato: se lo trascuri fa presto a vacillare, a danneggiarsi, a distruggersi, a scomparire...ma se è forte e se tu avrai il coraggio di affrontare la fatica, reggerà...ai colpi di vento, alle intemperie, ai bastoni tra le ruote che la quotidianità ti mette di fronte...
con questo discorso non voglio certo fingere di essere una veterana dell'amore...sono piuttosto una matricola, una recluta, un'amante in erba...ma ho voglia di imparare, e in fretta...amare e sentirsi amati dà forza...e si possono sconfiggere tutti i mostri...da quando ho incontrato l'amore sono migliorata come persona, sono diventata più simile a quella donna che avrei voluto diventare...ovviamente sbaglio ogni giorno, perché qualsiasi cosa è soggetta all'errore ed è sempre perfettibile...ma sento che sto imparando, che via, via faccio progressi...ed è la più grande conquista che potessi immaginare per i miei standard...l'amore, quello vero, ti aiuta a mettere in pratica quelle belle parole di cui è facile riempirsi la bocca... il Rispetto, prima di tutte...impari a rispettare l'altro e anche te stesso...e poi impari a conoscerti, a riconoscere i tuoi limiti, a estendere te stesso nell'altro, a guardarti allo specchio con coscienza, a chiedere aiuto e a darlo, ad appoggiarti all'altro e a offrirgli la tua spalla...si impara a perdonare, a rinunciare al troppo orgoglio, a moderarsi negli scatti d'ira, come ad esagerare negli slanci della passione...penso, quindi, che, al di là delle banalità e della retorica spicciola, sia vero quello che diceva Virgilio: "l'amore vince tutto"...ovviamente se saputo coltivare...auguro quindi a tutti di conoscerlo, di viverlo e di goderselo...perché, soffrirei mille volte per amore, piuttosto che rinunciarvi...

Alla sera

Forse perché della fatal quïete

tu sei l'imago a me sì cara vieni

o sera! E quando ti corteggian liete

le nubi estive e i zeffiri sereni,


e quando dal nevoso aere inquïete

tenebre e lunghe all'universo meni

sempre scendi invocata, e le secrete

vie del mio cor soavemente tieni.


Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme

che vanno al nulla eterno; e intanto fugge

questo reo tempo, e van con lui le torme


delle cure onde meco egli si strugge;

e mentre io guardo la tua pace, dorme

quello spirto guerrier ch'entro mi rugge