giovedì 14 febbraio 2013

L'analfabeta politico


Il peggiore analfabeta
è l’analfabeta politico.
Egli non sente, non parla,
né s’importa degli avvenimenti politici.
Egli non sa che il costo della vita,
il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina,
dell’affitto, delle scarpe e delle medicine
dipendono dalle decisioni politiche.
L’analfabeta politico è così somaro
che si vanta e si gonfia il petto
dicendo che odia la politica.
Non sa l’imbecille che dalla sua
ignoranza politica nasce la prostituta,
il bambino abbandonato,
l’assaltante, il peggiore di tutti i banditi,
che è il politico imbroglione,
il mafioso corrotto,
il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali.

Bertolt Brecht

lunedì 11 febbraio 2013

...elezioni...

La mia tessera elettorale è arrivata solo 5 anni fa...non sono certo una veterana di votazioni...la prima volta che ho votato ero piena di speranze, ma non andò per niente come speravo...passai la notte a piangere dopo i risultati pensando che vivevo in un paese popolato da deficienti. Per questo in parte comprendo la rabbia di chi manda a quel paese tutto e tutti, di chi vota Grillo "per protesta"... ma mai concorderò con chi non va a votare. Molti penseranno che sia il solito discorso moralista e retorico del "qualcuno prima che tu nascessi è morto perché tu avessi il diritto al voto!"...non si tratta di questo, anche se, retorico o meno, è una motivazione che condivido e che ritengo sufficientemente valida...semplicemente mi chiedo quanti di quelli che non votano sappiano qualcosa di politica, quanti siano realmente informati, quanti davvero ci sono stati un po' dentro...a mio parere la maggior parte se ne è assolutamente disinteressata e si è limitata a lamentarsi... E'vero che i nostri parlamentari spesso hanno dimostrato nei migliori casi incompetenza, nei peggiori disonestà, negarlo sarebbe assurdo, ma questo non giustifica il disinteresse...fa rabbia, certo, ma, proprio per questo, a maggior ragione dovremmo impegnarci il doppio...e invece no...la maggior parte delle persone si limita a dire "tanto son tutti uguali: rubano e basta..." "che voto a fare? tanto non cambia nulla..." "la politica non mi interessa..." premesso che sfido chiunque a giocare a "Parlamentare per un giorno" e ad abbassarsi lo stipendio come prima misura per il bene del paese, il punto è che questo disinteresse non gioca a nostro favore...insomma quelli della cattiva politica non vedono l'ora di avere sudditi, invece che cittadini... eh sì...perché il voto è un diritto, ma, a mio parere, anche un dovere del cittadino...che ci piaccia o no, facciamo parte di una comunità, i cui componenti hanno influenza gli uni sugli altri...al punto che nel nostro mondo "occidentale" ,diciamo, uomo e cittadino sono termini tra loro sinonimi... Partecipare attivamente alla vita politica del Paese dovrebbe riguardarci da vicino... per fare politica, al contrario di ciò che molti pensano, non è necessario iscriversi a un partito...basta essere cittadini consapevoli, ovvero informarsi e non limitarsi alle chiacchiere da bar o da autobus, discutere anche con chi la pensa diversamente da noi, vivere il nostro territorio, organizzare eventi di tipo culturale, fare volontariato... infatti se ormai la politica si fa solo nelle "stanze dei bottoni" è solo colpa nostra, che, se votiamo, ci limitiamo a delegare non solo le decisioni, ma anche le responsabilità, se non votiamo, rinunciamo con vigliaccheria, sia a esercitare il nostro diritto alla scelta, sia a essere responsabili di quel che succede o non succede... Ci lamentiamo tanto dei nostri politici, ma siamo i primi a lasciar loro campo libero, senza ricordarci del reale potere che abbiamo... noi gli concediamo l'onore (non a caso si chiamano "onorevoli"), nonché l'onere e la responsabilità, di rappresentarci e di rappresentare le nostre idee in Italia e all'estero, noi li abbiamo scelti (oddio: con questa legge elettorale, lo ammetto, non tanto!) e sistemati in Parlamento e noi, in teoria, li potremmo anche togliere di là se non ci piacessero...son lavoratori precari, dopotutto, a contratto a termine di 5 anni...
Non solo, la Costituzione ci consente di diventare a nostra volta parlamentari, di fondare partiti, associazioni, di partecipare alla vita pubblica insomma...ma oramai chi si impegna in questo senso, spesso è visto con diffidenza... invece di stimarlo e incoraggiarlo, si pensa subito che abbia degli interessi in gioco (forse perché chi mal pensa, mal fa?) e non che semplicemente sta tentando di cambiare le cose che non vanno, con impegno, dedizione, magari ritagliandosi il tempo dal lavoro e dalla vita privata... 
In questa situazione di disinteresse generale, che mi ricorda tanto il "me ne frego" dei fascisti, se siamo i primi a non occuparci di ciò che ci circonda, come possiamo rimproverare ai nostri parlamentari se fanno solo i propri interessi? non sono poi diversi da noialtri... e invece no: ci piace lanciare il sasso e nasconder la mano, ci lamentiamo ma non ci impegniamo per cambiar le cose, gridiamo "vergogna" ma ci giriamo dall'altra parte appena gli eventi ci toccano un poco... 
Ma forse la mia visione è troppo pessimista, forse chi non vota non è solo un vigliacco, forse è davvero solo deluso...e allora cari delusi, che pensate di dimostrare il vostro dissenso astenendovi, vi dico che la vera rivoluzione, il vero cambiamento cominceremo a vederlo solo quando i telegiornali il giorno dopo il voto annunceranno " Hanno votato il 100% degli aventi diritto..." Dimostriamo a chi si impegna a governarci e a rappresentarci che ci siamo, che non siamo qui ad aspettare i miracoli dall'alto, ma che partecipiamo, che contribuiamo al benessere del paese, che ci importa, che ci interessa, che ancora abbiamo la forza di pensare e di combattere.. ricordiamogli e ricordiamoci che siamo donne e uomini con un cervello, una dignità, che non siam sudditi, ma cittadini...

giovedì 31 gennaio 2013

...terapia d'urto...

Ho passato un brutto periodo...di quelli nemmeno neri, ma grigi, che è peggio...mi sentivo senza scopo, senza meta, forse anche senza speranze...ero in crisi: dubitavo di tutto e rinnegavo chi ero stata fino a quel momento...mi sentivo persa e disillusa...ma adesso son ripartita...come? sono stata provocata, fino allo sfinimento...sono stata obbligata a ragionare, impegnarmi a difendere ciò in cui credo...mi sono arrabbiata, ho pianto, ho saltato i pasti e quasi rimesso quelli ingeriti...sì sono stata male...ma questo mi ha fatto ricordare chi sono, come sono e quanto valgo...mi ha fatto ritrovare non solo le speranze, ma la voglia di realizzarle...la voglia di combattere...a volte ci vuole una bella terapia d'urto per ritrovarsi faccia, a faccia con il proprio io ed accettarlo, per darsi una scossa e ripescare dentro di sé quella forza che pensavi di aver perduto, ma che era solo sopita...finalmente sono di nuovo io: quella con mille cose x la testa, quella che ne pensa millemila, scrive, racconta, fa scalette, progetta...fino a farsi fondere il cervello...sì: adesso sono tornata...pronta a conquistare il mondo! e se una volta potevo esser scambiata solo per una pazza megalomane con sete di potere, adesso ho chi mi appoggia nei miei intenti...soprattutto ho qualcuno come me con cui progettare e costruire...ho scoperto la condivisione...perché se l'intelligenza, la cultura, gli ideali sono fondamentali nella vita di una persona, ancora più importante è poterli condividere con qualcuno...puoi concepire anche la soluzione alla fame nel mondo, ma se non la condividi con nessuno che senso ha? Scrivo, quindi, oggi, non solo per esprimere ciò che provo, non solo per autocelebrarmi come piace fare ad ogni egocentrico che si rispetti, ma anche per ringraziare questa persona, che ogni giorno con dedizione, pazienza, e testaduraggine mi sta accanto, mi sostiene, mi incoraggia e, sì, mi fa anche arrabbiare...per fortuna...del resto per far ragionare le persone occorre rompergli un po' le scatole...guidarle così verso la verità...un po' come faceva Socrate con gli ateniesi... In ogni caso adesso sono felice...per meglio dire...sono carica...sbaglierò, inciamperò, mi farò male...ma mi rialzerò sempre...ci proverò fino in fondo...per partecipare a questo meraviglioso gioco chiamato vita, ma soprattutto per vincere! come nel Giro d'Italia, del resto, non conta quante tappe tu abbia vinto o perso...conta il rash finale...per cui...insisterò fino all'ultimo a dire la mia, nel tentativo di cambiare quello che non va...porterò avanti i miei principi e la mia visione del mondo, anche se non piacerò a molti, anche se incontrerò difficoltà, imprevisti, scorrettezze e fallimenti...in fondo sono convinta del fatto che senza uno scopo, una speranza, una fede la vita non abbia senso...e io voglio credere che ce l'abbia!

giovedì 24 gennaio 2013

...un giorno nuovo...

Stanotte sul mio cuscino bagnato di lacrime ho avuto modo di riflettere...non dico di tirare le somme, perché penso e spero di avere ancora esperienze da vivere..ma insomma ho analizzato l'ultimo anno...ci sono stati un sacco di cambiamenti: basta rileggersi un po' di vecchi post per vedere l'evoluzione...principalmente la mia vita è migliorata: ho trovato la persona giusta per essere accompagnata nel mio cammino e ne sono entusiasta, ho rapporti più distesi coi miei familiari, amici con cui condividere le nuove esperienze e, nonostante tutto, i miei studi proseguono...però sembra sempre che per ogni cosa bella che mi succeda, debba scontarla con qualche perdita...come una sorta di patrimoniale esagerata: più sei ricco, più paghi...io in effetti mi sento molto ricca...di conseguenza pago...il problema è che qui non si parla di milioni, ville, Porsche e pellicce, ma di persone...e il fio in questo caso risulta più pesante di qualsiasi tassa in senso monetario... sto perdendo alcune delle persone con cui sono cresciuta...e fa male...è come minare una casa dalle fondamenta...mi sento come un pastore Masai che si ritrova di colpo a New York: sto perdendo i punti di riferimento...o meglio mi sono trovata costretta a scegliere tra i nuovi e i vecchi, invece di limitarmi solamente ad aggiungere quelli nuovi...è come avere una bussola dove hai solo il Nord, ma gli altri punti cardinali non sono indicati... C'è chi dice, a ragione, che le cose veramente gravi nella vita siano altre...le malattie, le morti, il lastrico...lo so che è così...e so anche che sopravvivrò comunque...si sopravvive sempre e il tempo e le cose belle curano ogni ferita...ma per adesso fa male...è difficile lasciare le proprie radici, cambiare i propri orizzonti e non tornare mai più indietro...un addio e non un arrivederci, è questo che mi viene chiesto...si dice che ci sia una prima volta per tutto...questa è la mia prima volta...ce la devo fare...forse crescere vuol dire anche questo...del resto sono tutto fuor che sola...mi saranno rimasti anche pochi riferimenti, ma sono stabili e fissi come la stella polare...e quindi mi lancio in questa "nuova vita", non rinnegando niente del mio passato, ma neanche rimpiangendo quel che è stato...da oggi comincia la mia nuova esistenza...con meno legami, ma forse per questo anche più leggera...del resto per viaggiare comodi è meglio non portarsi dietro troppe cose...il futuro è ancora tutto da vivere...

giovedì 17 gennaio 2013

...basta un giorno così...

Quando si raggiunge un obiettivo che si inseguiva da tempo si prova una sensazione particolare, un misto di incredulità, gioia e sollievo...ti senti il re del mondo e ti sembra che tutto sia possibile...mi sento così oggi..anche se mi son svegliata troppo presto e ho fatto tutto di corsa...ma ho raggiunto un obiettivo importante...e ne sono contenta...Posso mettere una spunta in più sulla lista "des trucs à faire"! Del resto negli ultimi 10 mesi ne ho conseguite di vittorie personali...e non so se c'ha ragione Paolo Fox, a dire che il 2013 sarà un anno intenso e complicato, ma è iniziato davvero bene...in linea col suo predecessore 2012... Oggi, dopo un periodo un po' teso, me ne sono resa conto...inoltre splendeva un bel sole, che riscaldava un minimo l'aria gelida e pungente...in macchina è passata una vecchia canzone degli 883 e mentre Max Pezzali cantava "Basta un giorno così a cancellare centoventi giorni stronzi..." sentivo che era così anche per me...che certe piccole cose, come guardare 6 episodi di un telefilm in una sola sera con una persona speciale, passare con un dignitoso 20 l'esame di Matematica, la radio che passa la canzone più adatta al tuo umore, il sole che illumina tutto con la sua luce calda e rende "guardabile" anche la squallida periferia di Firenze nord, ti ripagano di tutte quelle giornate storte che hai passato... E vorrei essere ogni giorno consapevole di questo piccolo tesoro quotidiano che possiedo, perché mi dà forza nell'affrontare i miei troubles, veri o paranoieggianti che siano... Oggi mi sento ottimista come Tonino Guerra, saltellante come Cappuccetto Rosso, determinata come Alice... oggi sono pronta a realizzare tutti i miei sogni senza paure...il "Quaderno delle Avventure" è ancora tutto da scrivere...come inizio, per ora, non c'è male...

domenica 13 gennaio 2013

...lonelyness...

Entrando su Facebook stasera ho trovato post di mie amiche che parlavano di solitudine...ho pensato che è strano, visto che è stato anche un argomento di cui ho discusso molto negli ultimi giorni...la Solitudine non è tanto un dato di fatto quanto piuttosto uno stato mentale...ne so qualcosa: per anni mi son sentita sola, anche in mezzo alle folle, anzi, soprattutto in mezzo alle folle...non c'è sensazione più brutta di camminare per una città piena di gente e sentirsi soli, ritrovarsi in mezzo a un gruppo di persone che parlano e sentirsi completamente fuoriluogo, spaesati, estranei...è un disagio che conosco da tempo immemore e che (se è un bene o un male lo capirò alla fine del mio viaggio) mi ha portato a comunicare meglio usando la scrittura, piuttosto che la voce...chi mi conosce sa che sono logorroica, ma son più efficace quando scrivo, c'è poco da fare! Il mio primo diario risale al 1996...in poche parole: già ero sola quando avevo appena imparato a scrivere frasi di senso compiuto...è triste? forse sì, forse no...in qualche modo ognuno, essendo un individuo a sé rispetto agli altri, è solo anche se vive in comunità...nel nostro percorso di vita siamo più o meno costretti a incrociare il percorso di qualcun'altro, per un periodo breve o per la vita, per necessità o per amore, per caso o per scelta...questo non fa per forza di noi persone meno sole...se ti senti solo, finisci per esserlo...da bambina ero sola perché in qualche modo obbligata ad essere diversa dagli altri...quando ero adolescente mi sentivo sola, ma forse ero più solitaria, anche se non lo sembravo...da "grande" la mia solitudine si è evoluta con me, diventando una solitudine IDEOLOGICA...qualsiasi passione avessi, qualsiasi genere musicale, letterario, cinematografico non mi coinvolgeva come faceva con i suoi "aficcionados"...o meglio: mi coinvolgeva, ma mai mi convinceva del tutto...per non parlare della politica e della visione del mondo: impossibile trovare una persona che la pensasse come me in toto...mi son sempre ritrovata in mezzo alle mischie, alle risse...a volte mi sono detta che il mio essere "ALIena" da tutto era un problema mio: sono una rompiscatole a priori e trovo il difetto in ogni cosa...ero praticamente rassegnata alla mia solitudine, finché non ho incontrato una persona come me...cioè: non proprio identica, anzi, ma condividiamo la stessa "alienazione" dal resto del mondo...due caratteri entranti, guidati da passioni e ideali forti, uniti a una discreta dose di onestà intellettuale, che si trovano a dover scontrarsi con la dura realtà...non siamo fino in fondo parte di nessun gruppo, siamo gli ultimi dei Mohicani, Cani Sciolti, borderlines, estremisti (nel senso che stanno ai margini dei gruppi), appunto ALIeni...non adeguabili alla massa, non riconducibili ad un'etichetta, non inscatolabili in una definizione, o per lo meno non in una sola...siamo destinati a esser disprezzati e scansati nel peggiore dei casi, ad esser ritenuti dei simpatici "freaks of nature" nel migliore...forse è per questo che ci troviamo così bene insieme, perché quando ci guardiamo negli occhi abbiamo la sensazione di parlare con un nostro simile (finalmente!), ci sentiamo "a casa"...un po' come fa Proust assaggiando la Madelaine dopo tanti anni, così noi ritroviamo l'una nell'altro e viceversa, quei tratti salienti della nostra personalità, quell'odore familiare, quella triste e malinconica forza dei sopravvissuti, dei reduci...e finalmente ci sentiamo un po' meno soli, anche se rispetto al resto dell'umanità lo siamo ancora...il nostro tipo di esistenza non è dei più facili...a volte è talmente frustrante da fare male anche fisicamente, ma col tempo ho imparato ad accettarlo...insomma niente è perfetto: quindi se trovo dei difetti in una cosa è perché ce li ha...e non c'è niente che mi possa impedire di notarli...sarà presunzione: ma per me questo è aver senso critico ed intelligenza, non essere dei semplici rompicoglioni! Detto questo...non so se troverò mai altri come me, o se col tempo, mi adeguerò al format che guadagna più share, quello di prendere un'idea a scatola chiusa, preconfezionata, precotta e, a volte, anche già sbocconcellata, e farla propria...non so se un giorno mi accontenterò degli avanzi delle idee degli altri o se finirò a far la barbona nel sottopassaggio della stazione proprio a causa della mia "non-uguaglianza" rispetto al resto del mondo...so che per ora, sempre nella mia enorme presunzione, mi sembra di aver ragione...e quello che più supporta la mia teoria al momento è che non sono l'unica persona al mondo a pensarla così e che, in fondo, non sono sola per niente!

giovedì 27 dicembre 2012

...Familia...


Mi fa quasi strano trovarmi a parlare di quest'argomento... "Famiglia" è una parola di cui in molti si riempiono la bocca, soprattutto in tempi di campagna elettorale... Si parla di unità, di tradizioni, di convenzioni, ma io non voglio usare questo termine con un falso moralismo che non mi appartiene... Non credo nell'amore familiare come obbligo, come dovere, non credo che sia il "sangue" a unire le persone, ma il rapporto che hanno fra di loro...non credo nella famiglia "tradizionale", formata da una coppia di sesso diverso e dai loro figli. Ho sempre sostenuto che dovremo basarci sul concetto "economico" di famiglia...ogni comunità è famiglia per l'economia, dai conventi di monache, al gruppo di studenti fuori sede...
Credo anche, però, che la famiglia sia il fondamento della società, perché E' una società in piccolo. In Italia, al di là dei cliché stupidi, è grazie alle famiglie che le persone riescono a sopravvivere: le nostre famiglie, quelle col lavoro stabile e sicuro che oggi va così poco di moda, hanno permesso alle giovani generazioni di studiare, vivere in maniera discretamente agiata, avere il tempo per trovare un lavoro e l'indipendenza. E questo perché a loro volta le loro famiglie di origine, quelle della vecchia generazione, ora in pensione, hanno allevato nipoti, dato aiuto e sostegno morale ed economico, perché hanno sempre risparmiato.
Dopo l'analisi economico-sociale, anche dal punto di vista emotivo, affettivo, evolutivo dell'individuo la famiglia ha un ruolo fondamentale: è la base, è dove ti formi, dove cresci, dove, teoricamente, impari la differenza tra giusto e sbagliato...
Chi più chi meno ci lamentiamo tutti delle nostre famiglie, dato che non ne esistono di perfette e non ce le scegliamo: la convivenza è sempre difficile, soprattutto in certi momenti della vita. Io sono la prima a lamentarmi, come tutti i "bravi" figli che affrontano lo scontro fra generazioni, ma sono contenta di essere cresciuta nella mia famiglia: non sono, appunto, perfetti, anzi, ma mi hanno insegnato quello che ritengo la base della vita in comunità: il rispetto. Mi hanno dato assoluta libertà di scelta in campo di opinioni, religione, amici; mi hanno insegnato il valore della cultura e del lavoro, quello del denaro e quello dei rapporti umani...
La mia è una famiglia di quelle "tradizionali", grande, tipo clan: ci ritroviamo tutti solo per gli eventi tragici (funerali) o felici (matrimoni). Ma quelli con cui veramente sento di avere affinità sono i parenti più stretti: devo molto a cugini e zii, ai miei genitori, ovviamente, a mia sorella e ai miei nonni. Sono loro che mi hanno cresciuta, anche viziandomi alle volte, come tutti i nonni fanno con i nipoti: non vado a trovare mia nonna una volta a settimana per dovere, o mera riconoscenza, ci vado perché è stata una seconda madre...
Mio nonno mi ha insegnato che la vita è sacrificio, è lotta, ma che è meravigliosa... La sua è stata abbastanza lunga e PIENA: aveva vissuto una guerra e la miseria, ma avrebbe rifatto tutto... Era una di quelle persone soddisfatte della propria esistenza e vorrei arrivare a 80 anni come ci è arrivato lui: sorridente, brillante, duro a mollare fino all'ultimo istante...
Quest'anno ho aggiunto un concetto nuovo a quello che avevo già di famiglia: è più o meno quello che impara anche Stitch... OHANA: "vuol dire che nessuno viene abbandonato o dimenticato..." E' con questo spirito che da un po' di tempo a questa parte mi sento parte anche di una nuova famiglia, quella che ho deciso di costruire, quella che, finalmente, mi sono scelta... E mi piace pensare che un giorno i miei figli possano essere fieri dei loro genitori, e dei loro nonni, come io lo sono dei miei, perché è importante avere un "luogo" anche non fisico, dove tornare e sentirsi "a casa", al sicuro... Io ce ne ho due, uno vecchio, quello da cui vengo, e uno nuovo, quello verso cui vado...tutti dovrebbero averne almeno uno...

...jingle bells...

Scrivere un post, tra l'altro POSTicipato, sul Natale è banale...e sembra anche un po' in stile "Pensierino" di prima elementare, tipo "Cos'è per te il Natale?", ne sono consapevole...però per me questo Natale è stato diverso, atipico, ma speciale...ma partiamo dal principio.. Cos'è il Natale? Beh il compleanno più festeggiato al mondo! Si festeggia la nascita di Gesù di Nazareth, che per i Cristiani è l'incarnazione di Dio sulla terra...non sono credente, ma festeggiare il suo compleanno mi piace, fa parte della mia cultura e fa parte di me! però per me il Natale non è prettamente solo questo...

Natale è tornare a casa ed accendere l'albero
Natale è l'odore di caldarroste per le vie del centro
Natale è la ressa che affolla i negozi
Natale sono i film di Natale sempre uguali da 20 anni,ma che tutti riguardano
Natale è scartare i regali con emozione
Natale è fare il pranzo in famiglia
Natale è mandare a rotoli mesi di dieta
Natale è prendere il tè alle 5 davanti a un gioco da tavolo dove vinco
Natale è ridere alle espressioni strane di mia nonna o a quelle dialettali di mia zia
Natale è giocare a carte e prendere in giro mia sorella che non ci capisce nulla ma vince
Natale è scoprire che vecchi amici si ricordano di te e ti fanno gli auguri

Questo è stato sempre il mio Natale...da quest'anno si sono aggiunte altre cose...

Natale è sapere che tutti i regali sono importanti, ma uno più di tutti gli altri!
Natale è cominciare a credere che un mondo migliore sia possibile
Natale è fare i magheggi per passare almeno un quarto d'ora del 25 dicembre insieme alla persona che ami
Natale è scoprire che litigare fa male, ma fare pace fa meglio
Natale è sapere che anche se tutto va male, c'è sempre la persona giusta che ti sta accanto
Natale è stare su un divano a guardare un film e fingere che il mondo fuori non esista
Natale è essere sicuri che il mondo il 21 Dicembre non sarebbe finito, perché il tuo "mondo" è infinito
Natale è ritrovarsi con una nuova OHANA e sperare che non ti abbandoni mai
Natale è scrivere sdolcinati post POSTicipati di Natale
Natale è pensare che per te il Natale è tutti i giorni, perché sei la persona più fortunata sulla faccia della terra


venerdì 21 dicembre 2012

...non è un post serio...

Sto arrivando al limite...mi sa che esplodo prima io della Terra stasera...sono stufa...la gente mi ha stancato...la meschinità delle persone mi sconvolge: sono talmente piccine, talmente ridicole...la cosa peggiore è che ti coinvolgono nelle loro vicende a cui difficilmente riesci a sfuggire...come il Nulla con Fantasia, si mangiano pezzo a pezzo il tuo mondo...insozzano con le loro bieche e contorte menti anche la più pura delle cose...e io cosa posso fare? come combatterle? si dice che l'indifferenza abbia più potere dell'odio...vero...e io ho sempre applicato con successo tale tattica..ma se vengono coinvolte anche persone a te care, puoi fregartene? NO, non puoi...o almeno io non posso...non posso dire "va beh...pace!"...non me ne son mai fregata di niente e, onestamente, odio chi lo fa (Gramsci, docet)...figuriamoci se posso far finta di nulla quando si tratta dei miei affetti...non ce la faccio e ci sto male...non voglio esser tirata da una parte o dall'altra, non voglio risse, non voglio battibecchi...solo dialogo puro e semplice, calmo, costruttivo, maturo...ma non te lo permettono...sanno che su quel piano perderebbero e allora giocano sporco...frecciatine, battutine, infamate alle spalle, sotterfugi...mi sento migliore di queste persone, so di essere nel giusto e non voglio scadere al loro livello...ma come posso difendermi dai loro attacchi? Soffro da morire...mi sento come una bagnarola in balia dei 7mari, un cieco in un bosco infestato, Ranma in mezzo a uno stuolo di felini...come fare ad uscirne interi? cerco di contare su chi ritengo ancora affidabile, sincero e lucido...su chi mi offre ancora aiuto e fiducia senza chiedere niente in cambio...spero di aggrapparmi alla mano giusta...di non finire come Mufasa, che si è fidato di Scar...sono sul burrone, ma non voglio precipitare...ho troppe battaglie ancora da combattere...

domenica 2 dicembre 2012

...Sanità Pubblica...

Ho sentito che ultimamente il Presidente del Consiglio Monti ha definito il nostro Sistema Sanitario Nazionale  (SSN) "non sostenibile"...beh, sembra un po' una presa per i fondelli, visto che negli ultimi tempi non sono stati fatti altro che tagli alla sanità pubblica. E' bene ricordarsi che il Sistema Sanitario così come lo conosciamo oggi è stato istituito nel 1978 ed è entrato in vigore nel 1980, andando a sostituire quello basato sulle cosiddette "casse mutue". Le sue strutture furono organizzate sul modello del National Health Service inglese, che, prima che le politiche Tatcher lo smantellassero, era il migliore di Europa. Come tutti sappiamo da giornali e telegiornali, esistono in tale sistema diverse lacune ed i cosiddetti episodi di "malasanità", accompagnati da ruberie varie, buchi finanziari nelle ASL, grosse differenze tra regione e regione, ecc, in perfetto stile italiano. Il problema è che questi episodi tendono a far più notizia dei milioni di casi "a lieto fine": oltre alle numerose eccellenze, infatti, ci dimentichiamo sempre di quando il nostro SSN funziona perfettamente, forse perché lo diamo per scontato. Tendiamo quindi a lamentarci, sempre in perfetto stile italiano, senza notare e cercar di pubblicizzare il buono che c'è in tale sistema. Ma al di là del funzionamento o meno di tale servizio pubblico, la notizia vera è che pare che dovremmo proprio smetterla di darlo per scontato: la tendenza generale del governo pare sia la progressiva distruzione di tutto ciò. Ingenti tagli affliggono i policlinici delle grandi città e i piccoli ospedali tendono ad essere accorpati, fornendo un servizio sempre più discontinuo sul territorio. E si moltiplicano i problemi, tra i quali sovraffollamento, ticket più alti e carenze di personale medico e infermieristico sono solo i più evidenti. E certamente se il servizio pubblico si presenta deficitario, l'utente si vede costretto a deviare sul servizio privato, che però costa di più. Ed eccoci al punto della questione: la sanità sta diventando (o meglio sta tornando ad essere) una questione di portafoglio. In poche parole chi si può permettere di pagarsi le cure, si curerà, chi non avrà abbastanza soldi per farlo, rinuncerà. Se questa è la tendenza del nostro Paese, beh: evidentemente chi ci governa non pecca di intelligenza. Al di là della questione morale e legale (per una questione di umanità e anche per la nostra Costituzione, tutti i cittadini dovrebbero aver diritto all'assistenza sanitaria pubblica e gratuita), c'è una mera questione di logica: in un'Italia dove si curano solo i ricchi, sarà presto inutile che essi si curino. Infatti se i poveri rinunceranno a curarsi ci saranno più malati, che potranno diffondere le loro malattie anche tra i ricchi. Inoltre i poveri, essendo tali, sono quelli che devono lavorare per vivere, ma se si ammalano e non si curano, non potranno lavorare. Ecco che quindi il costo sociale di un servizio sanitario privato sarà molto più alto di quello di uno pubblico. E quindi forse si dovrebbe cercar di rendere più efficiente il nostro SSN, eliminare gli sprechi, controllare i conti dei consigli di amministrazione, punire chi compie reati, indire concorsi pubblici per medici e infermieri, fornire corsi di aggiornamento per chi lavora nell'ambito della salute, finanziare la ricerca in campo medico...tutte misure per cui servono soldi e non tagli. A mio parere anche, e soprattutto, in un momento di crisi, si può risparmiare su molte cose, ma non sulla sanità pubblica, perché "la salute" dovrebbe essere un “fondamentale diritto dell’individuo” e un “interesse della collettività” (art 32, Cost.).

Alla sera

Forse perché della fatal quïete

tu sei l'imago a me sì cara vieni

o sera! E quando ti corteggian liete

le nubi estive e i zeffiri sereni,


e quando dal nevoso aere inquïete

tenebre e lunghe all'universo meni

sempre scendi invocata, e le secrete

vie del mio cor soavemente tieni.


Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme

che vanno al nulla eterno; e intanto fugge

questo reo tempo, e van con lui le torme


delle cure onde meco egli si strugge;

e mentre io guardo la tua pace, dorme

quello spirto guerrier ch'entro mi rugge