domenica 16 settembre 2012

...sere d'estate, dimenticate...

...la nebbia...già ancora una volta...il racconto di Unamuno è sempre valido tutto sommato...credevo che quando si diventava "grandi" poi la nebbia sparisse...e invece...le cose son due: o è impossibile farla sparire o io non son cresciuta per niente...forse entrambe...in ogni caso la nebbia è tornata più in forma che mai...e con la sua umidità si appiccica ad ogni mio pensiero, s' insinua tra sinapsi e sinapsi e scardina le mie poche sicurezze...e il criceto nel mio cervello arranca, perché la ruota è male oliata...non è sufficientemente lubrificata da ottimismo e speranza...e allora il criceto non ha il fiato per correre, ma la lentezza a cui è costretto gli permette di avere il tempo per pensare...pensa alla sua condizione...al fatto che corre senza meta...nuotatore da vasca e non fondista...pesce rosso in una boccia...auto su un circuito...mi sento proprio come Alice, a cui spazzano via la strada da sotto i piedi...come Sarah a cui il bruco malefico sposta le pietre del labirinto, per non farla arrivare al castello...in poche parole mi sono persa...e già si sa che il mio senso dell'orientamento non è dei migliori...e poi c'è questa maledetta nebbia che non se ne vuole andare...e non capisco più se le mie guance son rigate di lacrime o è solo l'umidità dell'aria a renderle bagnate...devo ritrovare la rotta...DEVO oliare quella cavolo di ruota...ma come?? forse qualcuno ce l'ha l'olio giusto...e mi sta cercando nella nebbia per portarmelo...lo so che c'è quel qualcuno...e il solo pensarlo fa diradare la caligine...avanti signorina "caminante de la vida"...datti una smossa...fai una voce...chiedi aiuto...lancia quell'SOS...il soccorso sta arrivando...

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Alla sera

Forse perché della fatal quïete

tu sei l'imago a me sì cara vieni

o sera! E quando ti corteggian liete

le nubi estive e i zeffiri sereni,


e quando dal nevoso aere inquïete

tenebre e lunghe all'universo meni

sempre scendi invocata, e le secrete

vie del mio cor soavemente tieni.


Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme

che vanno al nulla eterno; e intanto fugge

questo reo tempo, e van con lui le torme


delle cure onde meco egli si strugge;

e mentre io guardo la tua pace, dorme

quello spirto guerrier ch'entro mi rugge